Twin Peaks: Mark Frost apre a una possibile quarta stagione

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Dopo il trauma della seconda stagione, torna l’astinenza da Twin Peaks. La serie creata da David Lynch è terminata da qualche settimana, e già se ne sente la mancanza. La domanda che molti si chiedono al termine degli episodi è se ci sarà un proseguimento del racconto, portato di nuovo in televisione grazie a Showtime e trasmesso in Italia su Sky Atlantic. I fan della storia possono comunque tirare un sospiro di sollievo, dopo le recenti dichiarazioni dei diretti interessati. L’autore Mark Frost, in un’intervista a Indiewire in occasione dell’uscita del suo prossimo libro Twin Peaks – The Final Dossier il 31 ottobre, rivela che ancora è incerta la produzione di una quarta stagione, ma che qualcosa si sta muovendo. “Non ho ancora deciso – afferma lo scrittore – Penso che sia ancora una questione aperta, ed è una di quelle che stiamo considerando. Penso che anche Showtime stia ragionando al riguardo”.

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Lo stesso Lynch,in un incontro avvenuto a settembre che ha inaugurato la sua mostra fotografica allestita all’interno del Centro Culturale di Belgrado, non ha escluso una continuazione della storia, anche se tutto dipenderà da quanto tempo ci vorrà a svilupparla. È ancora presto per parlarne, ma dalle parole dei due creatori di Twin Peaks, il desiderio è di non ritrovarsi tra 25 anni come è accaduto tra la seconda e la terza stagione, citando la celebre frase di Laura Palmer all’agente Cooper nella iconica stanza rossa della Loggia Nera. La collaborazione ormai trentennale di David Lynch e Marc Frost è stata fondamentale per la riuscita di Twin Peaks, contribuendo alla crescita di un mito che ancora oggi è rimasto inalterato,  dal rapporto tra bene e male che è insito in ogni uomo, al contrasto fisico e metaforico tra la tranquilla cittadina di 51 mila abitanti e gli eventi sovrannaturali che avvolgono i boschi circostanti, influendo inevitabilmente anche sull’individuo più puro. Le sensazioni provate in quelle puntate non potevano essere lasciate alle spalle. Fu proprio Frost nel 2012 a portare sul tavolo l’idea di come proseguire la narrazione, partendo proprio da quel finale sospeso nel vuoto.

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“Il punto di partenza venne fuori nel momento in cui analizzammo l’ultimo episodio della serie, dal dilemma del protagonista (interpretato da Kyle MacLachlan) quando il Cooper Cattivo ha intrappolato il Cooper Buono, a quella frase dello spirito di Laura Palmer che sussurra all’agente dell’FBI “Ci vediamo tra 25 anni”. È stato qui che ho visto il varco in grado di riportarci indietro”. Un percorso che si può definire travagliato, visto gli oltre 4 anni di lavorazione, ma essenziali per conferire lo stesso clima di tensione dei passati episodi. “È qualcosa alla quale devi riflettere a fondo e a lungo. Prendemmo la decisione solo quando i tempi erano maturi. Di sicuro non c’era alcuna urgenza”.

Riccardo Lo Re

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