Neil Gibbons su The Avengers (2012)

Neil Gibbons su The Avengers (2012)

Colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta.

#16 nella lista di Empire dei “301 Migliori Film Di Tutti I Tempi” (pubblicata nel 2014)

Ospite d’onore del First Take Club di questo mese è Neil Gibbons, sceneggiatore nonché la mente, insieme a suo fratello Rob, del secondo ciclo vitale di Alan Partridge, sia al cinema (Alan Partridge: Alpha Papa) sia in tv (Mid-Morning Matters) che sulla carta stampata (Nomad). Evidentemente deve essere stato tanto occupato da perdersi quello che i lettori di Empire hanno votato nel 2014 come il 16mo miglior film di tutti i tempi, motivo per cui gli abbiamo organizzato una proiezione di The Avengers. E…

The Avengers – conosciuto a casa mia con i titoli alternativi La Congrega dei Vendicatori, L’Adunata dei Vendicatori o Il Circolo del tè dei Vendicatori – non è un film che ho cercato di evitare a tutti i costi. Seguo la regola ferrea di evitare qualunque film di supereroi. In primo luogo per fare dispetto al mio compagno di stanza all’università, Simon Bather, un uomo che adorava i fumetti più di quanto amasse fare pipì nel lavandino della cucina (in altre parole: molto), ma che non ho più visto da 19 anni. In secondo luogo perché ce ne sono troppi. Gli studios – come nel caso di Swallow, la serie poliziesca lanciata da Partridge e ambientata nel Norfolk – sostengono che “alla gente piacciono questi film, quindi facciamone di più”. C’è così tanto budget che basta per tutti. Ogni dollaro speso per l’ennesimo film tratto dai fumetti è un dollaro che non è stato speso per una nuova idea: un Ritorno al Futuro o Ricomincio da Capo. Acquistare un biglietto per vedere l’ultimo X-Men significa mandare un messaggio agli studios che dice: “Non finanziate qualcosa di nuovo, finanziate Thor 6, invece”. Non fa per me.

Però i lettori di Empire lo hanno votato il 16mo miglior film mai realizzato, ha ricevuto delle buone recensioni, vanta un cast di brillanti attori col bonus di Tom Hiddleston. Chi lo sa? Magari potrebbe piacermi. Solo che questo film non mi è piaciuto. Il momento della vendetta scatta nel giro di un’ora e la cosa mi ha fatto rimpiangere la radunata dei vendicatori: un’ora di interminabili scene di combattimento in stile World Wrestling, dove stranamente nessuno si fa male. I combattenti fanno a turno per menarsi a vicenda, scagliando gli avversari contro un albero, un autobus o qualsiasi altra cosa; a quel punto si rialzano in piedi, infastiditi non tanto dal lancinante dolore alla schiena o da un occhio schizzato via, quanto piuttosto dal dover percorrere tutte le volte 20 metri per ributtarsi nella mischia. Ecco il mio problema con questa roba. Sembra che il filtro che ha guidato qualunque decisione creativa presa per questo film sia stato: “Non sarebbe una figata se…?”. È una figata, ma in una maniera tremendamente penosa. Tony Stark ha progettato dei bracci robotici che gli rimuovono l’armatura di Iron Man mentre cammina. Ovvio che l’ha fatto! Rimanere fermi è da sfigati! I supereroi che mi prendono davvero sono Kick-Ass o Ralph Supermaxieroe: dei riluttanti imbroglioni, impacciati con i loro strumenti e che se la cavano sempre per il rotto della cuffia. Invece gli Avengers sono ben curati, agghindati di tutto punto, con i loro bei toraci definiti, la battuta pronta e le mascelle d’acciaio.

Nessuno di loro è ansioso, o spaventato, o inetto. Ognuno di loro è pronto, sul pezzo. Lo so bene, devono essere così: sono supereroi! Ma il fatto di esserlo significa che per loro niente sembra super. È gente fuori di testa che però non va mai veramente fuori di testa. Invece di mettersi a strillare su cosa in nome di Dio stiano facendo, si scambiano brillanti ma professionali frecciatine, come un team di The Apprentice che discute sulla scelta del nome. Se non altro erano al corrente di quello che stava succedendo. Il film dà per scontato un livello di preparazione che non possedevo, e che tuttora non ho. Ho passato la prima mezz’ora a consultare Wikipedia ogni volta che un nuovo personaggio entrava in scena, e nonostante questo continuavo ad avere grossi problemi a orientarmi. Si tratta di fantascienza o fantasy? Scienza o magia? Forse sono solo io che non posso farcela. I dodicenni c’arrivano, lo capiscono. Pure i bambini di otto anni. È scritto in maniera intelligente, ben diretto e con un ottimo cast (più Tom Hiddleston); tuttavia – e sono pronto all’inevitabile fatwa da parte dei lettori di Empire – non fa proprio per me. Chiedo perdono.

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Disponibile in: DVD, Blu Ray, Blu Ray 3D

Durata: 143 min.

Distribuzione: Walt Disney Company

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