Wonder Woman 2, Patty Jenkins confermata alla regia

Wonder Woman

Alla fine, ha vinto Patty Jenkins. Ed è giusto così, perché con Wonder Woman la regista ha squarciato la nebbia che avvolgeva l’universo cinematografico DC con un bel raggio di luce. Le trattative perché tornasse a dirigere il sequel, previsto per il 13 dicembre 2019, non sono state facili: Jenkins chiedeva parità di trattamento con i suoi colleghi uomini, vale a dire uno stipendio da top class. E Warner ha deciso di accontentarla: benché i dettagli dell’accordo ancora non si conoscano, The Hollywood Reporter ipotizza un salario che oscilla tra i 5 e i 7 milioni di dollari, vicino, dunque, ai 10 milioni percepiti da Zack Snyder per L’Uomo d’Acciaio.

Una svolta importante che, oltre a rendere la Jenkins la regista più pagata di sempre, potrebbe ridimensionare la posizione femminile a Hollywood. I personaggi più illustri dell’industria, da Meryl Streep a Jennifer Lawrence, passando per Sandra Bullock e Kathryn Bigelow, hanno più volte denunciato la grande discrepanza tra i contratti di attori e attrici, e la “battaglia” vinta dalla Jenkins potrebbe anche dare inizio a un nuovo ciclo, senza rivelarsi un caso isolato.

Il futuro ci dirà come stanno le cose, intanto il presente sottolinea la scelta saggia di Warner e DC di non stravolgere la squadra che sinora ha più convinto, facendo dimenticare le problematiche di Batman v Superman e Suicide Squad. Wonder Woman ha incassato 103 milioni di dollari nel weekend di apertura, oltre 410 milioni in America (è il secondo incasso nazionale del 2017 dopo La bella e la bestia) e 816 milioni di dollari nel mondo. Ma soprattutto si è rivelato un film con buona coscienza di sé e dei propri personaggi, eroina di Gal Gadot in testa.

Non sorprende che sia lei il vero motore di questo DCEU, un po’ come lo è Tony Stark per la Marvel. Perché se il Batman di Ben Affleck (e non solo lui) ha un futuro ancora misterioso post-Justice League, Diana Prince è una certezza. Così come Patty Jenkins.

Fonte: THR

 

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