Trono di Spade: la recensione del sesto episodio (contiene spoiler)

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E’ opinione comune che questa settima stagione del Trono di Spade, dopo qualche episodio interlocutorio, stia dando fuoco alle polveri rivelandosi all’altezza del proprio blasone. Le scene di battaglia degli ultimi episodi in particolare sono state spettacolari, decisamente meglio di alcuni momenti di raccordo o dei cameo, non sempre all’altezza del resto del flusso del racconto. A questo punto, giunti alla penultima puntata della penultima stagione del Trono, come da tradizione, siamo arrivati al momento topico, in grado di rimescolare le carte all’interno dell’arco narrativo. Questo è il momento che attendevamo da più stagioni: quello dei primi scontri con il Re della Notte e la sua orda di estranei e tutto, in questo sesto episodio, ruota attorno a quello che accade oltre la barriera.

In chiave eroi Marvel, Gendry, Jon, Thoros, il Mastino, Tormund e Jorah, si avventurano in compagnia di un pugno di bruti oltre la barriera in stile Suicide Squad per vedere di catturare un estraneo e vincere le reticenze di Daenerys e maggiormente di Cersei in merito alla esistenza concreta di un tale pericolo. Nel corso del viaggio oltre barriera, si delineano alcune dinamiche tra personaggi che potrebbero avere sviluppi futuri: Gendry è acido nei confronti della Fratellanza, Jorah evoca con Thoros la battaglia di Pyke ad esempio.

La prima impennata di ritmo la abbiamo quando i nostri si imbattono prima in un orso zombie che ferisce seriamente Thoros e poi in un’avanguardia dell’esercito della notte. Nel primo confronto vero e proprio con i non morti i nostri catturano un estraneo. Ma la soddisfazione dura meno di un battito di ciglia: quest’ultimo richiama i compagni e Jon e i suoi coraggiosi comprendono immediatamente che quello che hanno sopraffatto è un manipolo che ha alle spalle il vero l’esercito degli estranei. Il confronto è impari per cui i nostri decidono ‘elegantemente’ di indietreggiare. Gendry viene inviato al Forte Orientale a spedire corvi per avvertire Daenerys della situazione e i nostri si ritirano su di un isolotto al centro di un lago ghiacciato.

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Con incredibile tempismo il ghiaccio si rompe e, come sappiamo, gli estranei non possono avanzare sull’acqua. La situazione oltre barriera è di stallo. Jon è relativamente al sicuro, ma in trappola. Nel frattempo, a Roccia del Drago, Tyrion e Daenerys hanno un confronto sui metodi e sulle strategie di khaleesi. Lo scontro tra i due è quando il folletto si dice contrario al modo in cui la madre dei draghi ha gestito il caso Tarly e le possibili assonanze con i metodi spicci del padre di quest’ultima e le comuni passioni incendiarie. Si fa cenno ad un possibile innamoramento di Jon nei suoi confronti (o viceversa) poco prima che il corvo inviato da Gendry interrompa il colloquio tra i due. Danaerys capisce il pericolo della situazione e parte con i tre draghi per soccorrere Jon ed i suoi oltre barriera.

Nel frattempo, tra un assalto e l’altro degli Estranei, Thoros muore a causa delle ferite dell’orso Zombie. Degno dell’arrivo degli elicotteri in Apocalypse Now, il sopraggiungere di Daenerys è altrettanto spettacolare. I tre draghi in volo sono maestosi ed attaccano senza tregua gli Estranei riversando sui non morti oceani di fuoco. Le cose paiono mettersi bene per i nostri, quando il Re della Notte abbatte con una lancia Viserion, che cade senza vita nelle acque gelide del lago. Il Re dell’orda non si limita a questo e con un secondo tentativo manca di poco Drogon che nel frattempo ha caricato tutti, tranne Jon e il non morto prigioniero, per portarli in salvo.

Jon resta da solo in balia degli estranei, quando Benjen Stark appare all’orizzonte e cede il proprio cavallo a Jon, sacrificandosi, per consentire la fuga al nipote. Uno dei due subplot è legato al filone che si sta sviluppando a Grande Inverno. Le due sorelle, Arya e Sansa, continuano le proprie scaramucce sullo sfondo delle trame ordite da DitoCorto. Da una parte Arya svela sempre di più le abilità acquisite a Braavos, dall’altra Sansa paventa una glaciale sicurezza mai vista appieno prima d’ora. L’episodio si chiude con Jon, convalescente per le disavventure patite, che rinuncia all’amor proprio e decide di sottomettersi a Daenerys, più preoccupata ad accudire Jon che ad essere distrutta dal dolore per la scomparsa del proprio drago.

Mentre quello finale è il vero colpo di scena della puntata: Viserion viene recuperato dagli Estranei e il Re della Notte gli ridà la vita. L’ultima sequenza ci mostra l’occhio del drago, diventato blu in segno di appartenenza agli Estranei. In definitiva l’episodio è piacevole soprattutto nelle parti più scenografiche, dove ritmo ed azione la fanno da padrone. Meno valide le parti di contorno dove il flusso del racconto pare languire in attesa delle notizie dal plot principale. La prossima puntata vedrà nuovamente di scena Cersei, che dovrà in qualche modo mostrare i propri colori e le sorelle Stark che dovrebbero superare lo stallo degli ultimi due episodi a discapito (?) di Ditocorto.

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