Il Trono di Spade: che cosa succede nel secondo episodio

Il Trono di Spade: che cosa succede nel secondo episodio

Se il primo episodio era stato in qualche modo introduttivo, mostrando una serie di plot e subplot di sicuro sviluppo, la seconda puntata del, andata in onda nel corso della serata di ieri, ha cambiato passo facendo registrare una certa accelerazione. Anche in questo caso la narrazione dell’arco temporale si è fatta più rapida, soprattutto rispetto ai tempi in cui la storia seguiva i ritmi dei libri di George RR Martin. Ricordiamo che per questo secondo episodio, la sceneggiatura è stata affidata a Bryan Cogman che sostituisce di fatto David Benioff e Dan Weiss, forse un po’ troppo amanti degli arzigogoli e dei dialoghi, meno dell’azione in sé e per sé.

Già dal nome della puntata, ‘Stormborn’, si comprende come la protagonista sia Daenerys Targaryen alle prese con la nuova location, Roccia del Drago, e con una certa evoluzione del suo carattere. Ora sempre più machiavellica e sofisticata interprete dell’arte del regnare e della guerra.

 

 

Lord Varys

Interessante il duello verbale con Lord Varys, che le tenta tutte per ottenere la grazia dalla bionda eroina, facendo sfoggio di eloquenza e abilità intellettive. Una scena che a tratti ricorda quella epica tra Daenerys e Tyrion a Meereen, anche se il processo del Folletto resti uno dei punti più alti di tutte le sette stagioni. Qui il livello, e a tratti, la stringatezza di alcuni dialoghi, asciutti ma ottimamente costruiti, lasciano intendere che il pacchetto di personaggi e di attori che li interpretano, alla corte di Daenerys, sia uno dei più affiatati e meglio congegnati del Trono. Un gruppo di potere che ha i propri vertici in un personaggio femminile, ma che pare gestito, e forse nemmeno tanto nell’ombra, dalla saggezza sulfurea di Tyrion, appare sempre più come un abile burattinaio.

 

Olenna Tyrell

Nella puntata due, prestate anche attenzione a Olenna Tyrell, che dimostra di avere ancora qualcosa da dire nonostante abbia la famiglia sterminata e sia rimasta senza eredi: il suo tentativo di seminare discordia tra Tyrion e Dany è oltremodo sofisticato e da manuale di psicologia applicata. Il risultato? Nonostante il carisma del personaggio, non pare possibile che la madre dei draghi possa cadere in tranelli di questo genere.

 

Jon Snow

 

 

Al centro di questo secondo episodio, c’è il ritorno di Melisandre a Roccia del Drago, un ritorno chiave perché getta le basi per il futuro incontro tra Danaerys e Jon Snow.

 

 

Melisandre

L’arrivo di Melisandre poi, scuote la relativa quiete della corte di Daenerys: la sacerdotessa viene subito apostrofata come “banderuola del Signore della Luce”, giusto per farle comprendere che a Roccia di Drago la hanno già pesata e valutata di conseguenza. Melisandre in realtà, non pare voler cambiare nuovamente casacca, come ai tempi di Stannis. In questo caso, pur rimanendo fedele a Jon Snow, Melisandre capisce che a una possibile alleanza tra Jon e Daenerys sono legate le sorti e la sopravvivenza di tutto il genere umano.

Game of Thrones Season 7 Episode 2

 

Se un titolo di puntata come ‘Stormborn’ fa presagire che la tempesta sia imminente e incombe minacciosa, il tema principale del secondo episodio pare dunque quello del possibile legame tra i due regni, tra il Nord e il ghiaccio di Snow, e il fuoco di Daenerys, in qualche modo lo ying e lo yang di questa fortunata serie, che ha fatto registrare alla prima puntata una audience di 90 milioni di persone.

 

Peter Dinklage in Tyrion Lannister – Photo: Macall B. Polay/HBO

 

 

 

Lago della bilancia? È sempre e ancora una volta lui, Tyrion. È il Folletto che convince Jon a fidarsi di lui e a incontrare Daenerys per finalizzare l’alleanza che sarà la svolta di questa settima serie.

 

 

 

 

 

 

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