Bill il macellaio

Bill il macellaio, gangs of new york, daniel day-lewis

Eterni condannati in pellicola, alcuni villain sono invece personaggi memorabili. In questo spazio evidenziamo quelli che vanno rivalutati! Ed ecco Bill Il Macellaio, alias William Cutting, il personaggio di Daniel Day-Lewis in Gangs Of New York, di Martin Scorsese.

Testo Filippo Recalcati

Qualcuno dirà che è troppo facile: se punti una performance di Daniel Day-Lewis a caso nel mucchio probabilmente si tratta di una prova eccellente, e di un personaggio indimenticabile.
Vero, ma tra tutti quelli che ha interpretato ce n’è uno che, per una serie di ragioni che non si esauriscono nella sola recitazione, risulta più unico che raro, ed è Bill Il Macellaio. Capo quartiere dei malfamati Five Points, leader indiscusso della gang dei Nativi, il villain di questo colossal dalla gestazione travagliata emerge come la punta di un iceberg per la sua personalità esagerata, come il suo look e la sua carica iconica. Uno dei più temibili cattivi a calcare lo schermo dal 2000 a oggi, che però conserva un lato umano e un controverso senso dell’onore in grado di suscitare il colpevole interesse del pubblico per la sua sorte, Bill è per lo più razzista e feroce, e odia l’invasione di immigrati irlandesi che sbarcano senza sosta nella New York di metà ottocento. Una volta ha sconfitto e ucciso in battaglia il leader dei suoi nemici, Prete Vallon (Liam Neeson), e da allora non ha più trovato un avversario altrettanto onorevole e meritevole della sua attenzione. Bill rimane quindi un individuo letale e inappagato, un predatore talmente sicuro di sé da esplodere col contagocce.

Bill il macellaio, gangs of new york, daniel day-lewis

Con la sua tuba da Zio Paperone che fende l’aria come la pinna dello Squalo, è una figura gigantesca, aumentata fino a una statura teatrale, che potrebbe ispirare collane a fumetti o serie tv, o magari qualche spin-off in cui dominare la scena da assoluto protagonista. Non che non lo abbia già fatto a quei tempi. Che il contesto gli vada stretto lo si vede già da come entra in campo la prima volta, il dettaglio del bulbo oculare con la pupilla a forma di aquila, eccentrica protesi dell’occhio che si è cavato con le sue stesse mani. Bill non è il classico personaggio da film in costume, è più una maschera di carnevale che spaventa, un manichino addobbato per scattare fuori dall’oscurità in un tunnel degli orrori, tutte visioni che trovano posto nella prova, allo stesso tempo colta e pop, di Daniel Day-Lewis. Del resto, l’ecletticità è parte della dieta musicale con cui l’attore si preparava al film, a partire da The Way I Am di Eminem. “Sono sempre alla ricerca di musica che potrebbe essere d’aiuto per un ruolo – ha raccontato Day-Lewis in un’intervista dell’epoca a Rolling Stone – È una cosa che bypassa l’intelletto in una maniera particolare. Con questo film ho capito che stavo ascoltando Eminem più del solito. Sinead O’Connor è stata certamente d’aiuto. Bach. Nirvana. Snoop Dogg”. In effetti, Bill Il Macellaio sarebbe anche perfetto come rockstar.

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