Novità sul decesso di Carrie Fisher

Novità sul decesso di Carrie Fisher

La prematura morte di Carrie Fisher, avvenuta il 27 dicembre 2016, ha senza dubbio scosso il mondo. L’attrice, ricordata dai più come la Principessa Leila, personaggio cardine dell’universo fantascientifico di Guerre Stellari, sarebbe dovuta tornare ancora una volta sugli schermi con l’episodio 9 di Star Wars diretto da Colin Trevorrow.

Purtroppo, durante un volo diretto a Los Angeles, la città degli angeli, Fisher fu colta da un infarto che le fermò il cuore per oltre 15 minuti. Ricoverata d’urgenza al Ronald Reagan UCLA Medical Center, l’attrice si è spenta poche ore dopo, all’età di 60 anni.

Debbie Reynolds, madre di Carrie Fisher, è stata stroncata da un ictus il giorno dopo, proprio mentre stava organizzando il funerale della figlia. Le due avevano un legame fortissimo – celebrato di recente dal bel documentario Bright Lights di Fisher Stevens e Alexis Bloom – e le ultime parole della madre prima di morire sono state proprio: “Voglio solo stare con Carrie”.

Oggi apprendiamo da sua figlia Billie Lourd, che la morte della principessa è stata causata da più fattori tra cui: la sindrome delle apnee notturne, l’arteriosclerosi e l’uso prolungato di medicinali per combattere il suo disturbo bipolare.

Il fratello Todd Fisher, aggiunge che probabilmente senza le medicine per combattere la sua bipolarità, Carrie sarebbe morta ancora prima. Noi la ricorderemo sempre per il grande contributo cinematografico e umano che ha donato nell’arco della sua vita.

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