La guerra in Siria: un Inferno Sulla Terra quotidiano

La guerra in Siria: un Inferno Sulla Terra quotidiano

Ecco come nasce l’Isis e perché nasce l’Isis. Un pugno alla bocca dello stomaco. Chi ieri sera ha visto l’anteprima assoluta su National Geographic del docufilm è rimasto shoccato dal racconto per immagini e certamente dall’accuratezza con cui è stato girato e montato. Chi se l’è perduto, deve correre ai ripari presto perché questa è un’opera che merita una grande attenzione, essendo di viva attualità. Ha vinto un Emmy ed è candidato agli Oscar come miglior documentario e si tratta di oltre 1000 ore di girato che catturano la cruda realtà della guerra, le sue conseguenze politiche e le pesanti ripercussioni umane. Il giornalista americano Sebastian Junger, già vincitore di un Emmy e candidato all’Oscar per Restrepo – Inferno in Afghanistan (2010), e il produttore inglese Nick Quested attingono a mille ore di girato in prima linea, anche grazie all’aiuto della tecnologia, ripercorrendo la rapida ascesa dello Stato Islamico in Siria. Come nel caso della telecamera montata nel casco da motocliclista di Mohammed Merah, l’attentatore che ammazzò sette persone a Tolosa nel 2012, che mostra cosa successe quel giorno. Altre immagini documentano la decapitazione di ostaggi occidentali per mano dello Stato Islamico, cadaveri di bambini estratti dalle macerie, madri disperate, bombe che piovono sui civili.

Inferno Sulla Terra cattura un ritratto unico della vita in Siria durante la guerra, da una famiglia che vive sotto il controllo dell’ISIS e che finalmente riesce a fuggire in Turchia, ai combattenti kurdi di Sinjar e Shia nelle milizie in Iraq e anche ai combattenti affiliati di al-Qaida nei dintorni di Aleppo e Raqqa. Junger e Quested identificano meticolosamente le forze che hanno portato al conflitto mortale in Siria facilitando l’aumento degli islamisti radicali che stanno ora organizzando le operazioni terroristiche in tutto il mondo.

Arianna Pinton

 

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