Pirati Dei Caraibi: La vendetta di Salazar – Recensione

Pirati Dei Caraibi: La vendetta di Salazar – Recensione

 

Diretto da Joachim Rønning e Espen Sandberg, il quinto capitolo della fortunata saga dei Pirati dei Caraibi esce a sette anni di distanza dall’ultimo episodio, e lo fa con l’obiettivo di riportare il franchise ai fasti dei primi film. Se da una parte l’operazione era potenzialmente rischiosa, dall’altra, l’aver ormai detto quasi tutto – nei precedenti capitoli – su questo fantastico mondo, ha costretto i due registi a rischiare intraprendendo la strada della massima libertà creativa. Una strategia che in fin dei conti ha pagato.

Questa volta il villain di turno è il capitano Salazar (interpretato dall’ottimo Javier Bardem) che, dopo essere rimasto intrappolato per anni nel Triangolo del Diavolo assieme alla sua ciurma, decide di partire alla ricerca del famigerato Jack per vendicarsi di un torto subito. Ed è proprio questa premessa a innescare la ridda di peripezie e imprevisti che rappresentano da sempre un ingrediente consolidato della serie. Basti pensare a come viene introdotto a inizio film Jack: lo troviamo ubriaco fradicio dentro una cassaforte inespugnabile, davanti a una moltitudine di persone e soldati. Da lì in poi, il proseguo si può tranquillamente immaginare.

Dal canto suo, Salazar è ottimamente caratterizzato, e nonostante il suo personaggio esibisca un carattere spietato e un’apparente mancanza di sentimenti, c’è una solida motivazione dietro le sue azioni. Una sete di vendetta condita a tratti da una piacevole dose di humor, soprattutto per rispettare il target a cui il film è indirizzato. Pirati Dei Caraibi: La vendetta di Salazar non poteva che essere l’occasione per ritrovare molti dei personaggi a cui ci siamo affezionati nel corso della saga: oltre all’ovvio Jack Sparrow, ecco ricomparire Barbossa, Will ed Elizabeth. Ma il film ci presenta anche due nuove leve come Henry e Carina, interpretati rispettivamente da Brenton Thwaites e Kaya Scodelario, due attori che c’è da auspicarsi trovino ancor maggiore risalto nei possibili futuri episodi.

Ciò che colpisce maggiormente in Pirati Dei Caraibi: La vendetta di Salazar è la capacità dei registi di sorprendere nuovamente lo spettatore, in particolar modo quello fidelizzato già dai precedenti episodi, grazie ad un uso sapiente del ritmo cinematografico e dello sviluppo narrativo, collateralmente a una CGI impeccabile. L’avventura, seppur apparentemente lineare, si snoda in parecchie sotto-trame per poi tornare spavaldamente sul sentiero principale: una strategia efficace che ci salva dalla noia di un incipit apparentemente banale e ci trascina in una vera e propria giostra di avvenimenti variegati e – finalmente – non sempre incentrati su Jack, qualcosa a cui molti spettatori dopo gli ultimi episodi si erano forse abituati.

Riusciamo così a cogliere il dramma di ogni personaggio e la sua storia, venendo a scoprire verso la fine un tesoro meno classico ma più emotivo, che eleva il film al rango di blockbuster ricercato.

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