Edge Of Tomorrow 2: le sagge parole del regista Doug Liman

Non occorre ragionarci più di tanto. Una delle regole non scritte più rispettate al mondo è che i sequel dei blockbuster devono essere sempre più grossi, più costosi, pompando tutte le caratteristiche remunerative dell’originale e possibilmente lasciando indietro il resto. Se nel primo film lo scontro finale ha raso al suolo un quartiere, nel sequel tocca alla città intera, e così via. Quasi mai questa filosofia migliora le cose.

Doug Liman, parlando con Collider del sequel di Edge Of Tomorrow, ha spiegato come intenda muoversi in un’altra direzione:

Credo che quello che la gente tende a fare coi sequel sia solo di rendere tutto più grande. Io invece dico ‘no, un sequel dovrebbe essere più piccolo’. Hai fatto il primo film come se fosse una specie di campagna marketing per il sequel, quindi ora non hai bisogno di tutta quella azione, e nel caso di Edge Of Tomorrow la gente ha ovviamente adorato la commedia e ha adorato la situazione… quindi possiamo concentrarci molto di più sui personaggi di TomCruise e Emily Blunt, e ci sarà un terzo personaggio nel sequel che certo ruberà la scena. Possiamo concentrarci su queste cose, non mi serve una scena d’azione ogni due minuti.

Lo sentite questo suono scrosciante? Sono gli applausi che riempiono il mondo. Liman ha ragione da vendere, se potessi prenoterei già ora il mio biglietto per il cinema, nonostante nell’insieme Edge Of Tomorrow non mi abbia fatto impazzire. Ma, come dice il regista, ho apprezzato la situazione, il divertimento, e ho trovato Cruise e la Blunt perfetti, vederli lavorare insieme è stata una vera gioia. E dato che loro torneranno, e che ci sarà pure questo nuovo personaggio ruba-scena, io non mi faccio venire dubbi. Speriamo che Liman possa realizzare la sua visione e che altri registi di blockbuster seguano l’esempio.

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