Nuove coordinate per il prossimo film de Il Corvo

Nuove coordinate per il prossimo film de Il Corvo

Sono alcuni anni ormai che si parla di un nuovo progetto de Il Corvo. Tralasciando i vari sequel il film originale, diretto da Alex Proyas e tragicamente segnato dalla scomparsa della star Brandon Lee durante le riprese, rimane un cult che, più di vent’anni dopo, conserva ancora il suo fascino indiscutibile. Non è questione della tragedia accaduta sul set, ma proprio dello stile e delle scelte estetiche che hanno ammantato il film di un’atmosfera fortissima, vicina al gusto dei cinecomic di quell’epoca e che a oggi non ha perso un colpo in termini di efficacia. Per non parlare della carica iconica del protagonista e dell’estremo romanticismo dark del racconto.

La notizia di un remake è arrivata anni fa insieme a tante altre del genere ma, in attesa che il progetto decolli definitivamente, abbiamo una conferma molto importante per cominciare a capire la direzione artistica che prenderà il film. F. Javier Gutiérrez, produttore esecutivo, ha rilasciato nuove dichiarazioni sul budget:

Per quanto riguarda Il Corvo, è da un pezzo che non parlo con loro, quindi non so cosa sta succedendo, ma faremo un film col rating R. Io vengo dall’Europa, sono molto dark, quindi andrò in quella direzione. Se c’è un film che deve avere il rating R quello è Il Corvo. È così che ho coinvolto nel progetto James O’Barr, il creatore de Il Corvo, perché lui ha detto che se il rating R era il modo in cui volevo farlo, lui avrebbe partecipato. Anche se ora non lo dirigerò, quando sembrava che dovessi farlo ho detto ai produttori che dovevano leggere e capire il fumetto e non fare un film pg-13, perché non avrebbe avuto senso.

Oltre a queste dichiarazioni, pare che il budget del remake sarà attorno ai 40 milioni di dollari, un terzo circa di quello di tanti blockbuster, cinecomic o meno. Con una spesa simile l’idea di fare un film col rating R (vietato ai minori di 17 anni non accompagnati) risulta coerente e affrontabile, senza preoccuparsi di perdere tutta la fetta di mercato del pubblico più giovane.

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