I 20 migliori horror su Netflix

Migliori film su netflix

di Arianna Lisa Bruna Pinton

Per chi ama le maratone horror, la celebre piattaforma propone film per tutti i gusti. Ecco una selezione dei migliori venti per aiutarvi in una rapida scelta.

20) Fury – The Fury (1978)
Diretto da Brian De Palma, racconta di una ragazza adolescente che scopre di avere dei poteri psichici, come la telecinesi e percezioni extrasensoriali, che causano emorragie nelle persone che la toccano. È un film anni ’70 e, nonostante l’abbigliamento a volte bizzarro di Kirk Douglas soprattutto nella scena sulla spiaggia, gli occhi enormi di Amy Irving sono indimenticabili a distanza di tanti anni!

 

19) Pontypool (2008)
Bella allegoria questa di McDonald, in cui di horror non è necessario veder alcunché: è tutto nella mente e nelle parole che fanno crescere la tensione in quell’angusto spazio claustrofobico della stazione radio, dove arrivano notizie sconnesse, parole che devono tacere altrimenti si muore. Ambientato quasi interamente in un unico set, è un omaggio alla versione radiofonica de La guerra dei mondi di Welles e prova che non serve un grande budget per realizzare un buon prodotto.

 

18) The Hallow (2015)
Diretto da Corin Hardy, racconta di Adam Hitchens, sua moglie Clare, e loro figlio neonato Finn che si trasferiscono da Londra in un villaggio irlandese vicino a una fitta foresta, sui cui alberi Adam deve svolgere delle analisi. La famiglia attira l’attenzione delle creature malevole del bosco, intenzionate a rapire Finn. Durante una lunga notte Adam e Clare, barricati in casa, devono combatterle per proteggere il loro bambino. Gli ultimi 45 minuti tengono davvero col fiato sospeso: non a caso Hardy fu poi scelto per dirigere il remake di The Crow nel 2016.

 

17) Honeymoon (2014)
Finché la morte non vi separi… male. È un film semplice, girato con due soldi e due attori che parte da una premessa banale per raccontare una storia coniugale di efficace paranoia e inquietudine. Bea e Paul stanno per passare la loro luna di miele nella casa sul lago in cui lei è cresciuta. È proprio quel tipo di casa, in mezzo a un bosco, circondata da nessuno tranne che una coppia un po’ sfuggente. La regista Leigh Janiak, qui al suo debutto, è riuscita a tirar fuori dai due protagonisti (Rose Leslie e Harry Treadaway) un’ottima interpretazione lasciando col dubbio ancestrale: davvero conosciamo a fondo la persona con cui dormiamo?

 

16) Creep (2014)
È un piccolo riuscito mockumentary sulle derive della follia: opera prima dello statunitense Patrick Brice, anche sceneggiatore e protagonista, racconta di un annuncio che stuzzica il giovane Aaron ad accettare un lavoro molto ben remunerato in una baita di montagna: per 24 ore dovrà filmare un uomo, per motivi non specificati, richiedendo massima discrezione. Creep lavora sulla follia e avvolge in una tensione crescente fino al finale non originalissimo, ma comunque agghiacciante.

 

15) Cujo (1983)
Diretto da Lewis Teague, è tratto dall’omonimo romanzo del Re dell’Horror, Stephen King. Un San Bernardo inferocito dopo aver contratto la rabbia, tiene in ostaggio madre e figlio, prigionieri dentro a un’auto. Lewis Teague (Alligator) costruisce una vicenda con un plot semplice ma dalla tensione altissima. Se nel romanzo tutto veniva visto dal punto di vista del cane, nella pellicola le azioni sono incentrate sugli attori, sui loro spostamenti e sulle loro intuizioni. CUJO è un buon esempio di trasposizione cinematografica.

 

14) V/H/S (2012) e V/H/S/2 (2013)
e V/H/S era infatti un tributo agli albori della ripresa amatoriale e all’estetica della bassa risoluzione, con l’elemento protagonista del titolo che diveniva chiave di volta concettuale dell’intera operazione, V/H/S 2 è viceversa un trionfo di HD e multicam privo di quello spirito vintage, in cui il nastro magnetico diviene oggetto arcano proprio in virtù del suo anacronismo. Nonostante la situazione similare, V/H/S 2 appare come una vicenda parallela e, rispetto al predecessore, è più lineare e capace di fissare una sorta di tipologia seriale nella proiezione delle famigerate vhs, immergendo lo spettatore in una ritualità metafisica di trasmissioni ipnotiche e distorsioni sonore.

 

13) Troll Hunter (2010)
Girato in forma di mockumentary, riprende lo stile narrativo e la ripresa in prima persona di The Blair Witch Project e Cloverfield, creando una horror-fantasy story che unisce le atmosfere cupe e minacciose del primo con i racconti di creature mostruose del secondo. Scritto e diretto dal norvegese André Ovredal, racconta di un gruppo di studenti universitari che documenta come il governo norvegese stia cercando di nascondere l’esistenza dei troll nel nord del paese. I troll sono protetti e tenuti al sicuro per prevenire il panico di massa.

 

12) Starry Eyes (2014)
Girato a quattro mani da Kevin Kolsch e Dennis Widmyer, la trama non è delle più originali, ma quello che lo rende interessante è che non c’è scampo per chi cerca di fare carriera con le proprie forze. S Sarah Walker è un’aspirante attrice pronta a tutto per ottenere il suo primo grande ruolo. Dopo innumerevoli provini andati male, cede alle lusinghe di un viscido produttore e ottiene il ruolo di protagonista in un film. Ma il produttore e i suoi aiutanti sono in realtà accoliti di una setta satanica; Sarah si ritrova affetta da un fastidioso caso di morbo della non-morte e nella sua scalata al successo deve fare un patto con chi sta dietro all’elite di Hollywood già dai tempi della Golden Age. Il prezzo di diventare una star è terribile. Quello che segue è un racconto sull’occulto, l’ambizione e… il massacro degli amici.

 

11) The Invitation (2016)
Diretto da Karyn Kusama, sa trasmettere tensione anche se nei cinema non ha avuto grande successo né distribuzione. Will ed Eden un tempo si amavano. Dopo aver perso tragicamente loro figlio, Eden è scomparsa e si ripresenta due anni dopo, con un nuovo marito. Totalmente diversa da prima, Eden è stranamente cambiata e invita l’ex a cena. Il film, ambientato in una villa lussuosa, parte in un crescendo ponderato di angoscia e claustrofobia, di porte chiuse a chiave e di cassetti aperti, in un insieme di accadimenti che lentamente aprono il sipario rivelando un finale disturbante e notevole. Gli avvenimenti avvolgono e a volte permangono in attesa come un predatore in agguato fino a un’esplosione di violenza.

 

10) A Girl Walks Home Alone at Night (2014)
È una love story western con vampiri iraniani. Girato a Taft, California, ma idealmente ambientato nell’Iran che fa parte della biografia della regista Ana Lili Amirpour, è un film che affascina per la bellezza del bianco e nero e per la leggerezza del suo racconto (sei personaggi e un gatto), conquistando con grande ironia, che sfrutta il mito del vampiro per raccontare la vita prima che la morte.

 

9) Nightmare – Nuovo Incubo (Wes Craven’s New Nightmare, 1994)

Diretto da Wes Craven, è più un fantasy che un horror. Freddy Krueger ritorna dal lontano 1984 in questo settimo capitolo della celebre saga, interpretato dai protagonisti del primo film della serie, tutti nella parte di loro stessi. La povera Heather Langenkamp, che interpreta se stessa invece di Nancy, ritrova Freddy fuoriuscito dal mondo di celluloide per aggredire l’intero cast del film.

 

8) L’Esperimento del Dottor K – (The Fly, 1958)
Pionieristico horror fantascientifico in CinemaScope, è diretto da Kurt Neumann. Il film ebbe due seguiti, dando origine a una trilogia cinematografica interpretata dal mitico Vincent Price con La vendetta del dottor K. (Return of the Fly, 1959) e La maledizione della mosca (Curse of the Fly, 1965). La trilogia poi, ispirò altri due remake: La mosca (The Fly) nel 1986, diretto da David Cronenberg, e La mosca 2 (1989). Confesso che la scena della trasformazione in mosca – che pare rozza agli occhi di giovani spettatori! – ha terrorizzato tutta la mia infanzia…

 

7) The Host (2006)
Diretto da Joon-ho Bong, è un meraviglioso monster movie ibrido che mescola azione, tensione, dramma, commedia e satira politica con grande nonchalance, al punto che detiene il record di incassi in Corea. Ambientato in Corea, un mostro mutante emerge dalle acque del fiume Hun, seminando morte e terrore. Prima di sparire il mostro afferra e porta via una ragazzina. La famiglia Park si dispera, credendola morta, ma quando scopre che forse la ragazza è ancora viva si organizza per cercare di salvarla. Da questo momento arriva il caos; le autorità, invece di cacciare il mostro, pensano a mettere in quarantena i civili.

 

6) It Follows (2014)
Scritto e diretto da David Robert Mitchell, è uno di quei film basati su un concetto semplice ma perfetto per angosciare: qualcosa di sconosciuto e indefinibile che ti vuole uccidere. La trama è incentrata sulla diciannovenne Jay che, dopo un rapporto sessuale occasionale, si ritrova contagiata da un mostro-virus e perseguitata da strane visioni e dall’opprimente sensazione che qualcuno, o qualcosa, stia arrivando. Il mostro può assumere infinite forme, umane e non, in una scia di sangue che coinvolge Jay e i suoi amici.

 

5) Un Lupo Mannaro Americano a Londra – (An American Werewolf In London, 1981)
Pochi registi sanno coniugare horror e commedia come John Landis (citiamo Joe Dante) e mixare in un unico film risate e colpi di scena che ancora oggi fanno sussultare. All’epoca della sua uscita, all’ora di chiusura della metropolitana di Londra venivano i brividi al solo pensiero di chi potesse aggirarsi nella Tube. Agli occhi dei giovanissimi oggi appare una pellicola po’ datata negli effetti speciali (che all’epoca fecero gridare al miracolo), ma è ottimo da guardare sgranocchiando popcorn.

 

4) The Nightmare (2015)

Il regista Rodney Ascher indaga la “paralisi del sonno”, ovvero il disturbo che, nella fase tra sonno e veglia, provoca un totale blocco muscolare e l’insorgere di allucinazioni terribili. Ascher propone otto interviste organizzate per blocchi tematici e montate con spezzoni di fiction. Colpisce la spregiudicata mescolanza del linguaggio del documentario e l’estetica dell’horror, con la ricostruzione filmata delle visioni, lasciando respirare l’angoscia onirica degli incubi della nostra infanzia.

 

3) Hellraiser (1987)
Debutto alla regia del novellista Clive Barker (il film è tratto dal suo racconto Schiavi dell’Inferno, 1986), Hellraiser è stato apprezzato per il suo lato gore e splatter, ma è rimasto nel limbo dei film non completamente compresi. La sofferenza come estasi suprema è la tematica centrale, palese richiamo al sadomasochismo. L’entrata in scena dei Cenobiti, che avviene solo nell’ultima mezz’ora, è meravigliosamente solenne, sottolineata da cupi rintocchi di campane, e appare realmente allo stesso tempo sacra e temibile. Come la scatola di Lemarchand – che si schiude solo a chi vuole davvero comprenderla – resta una pellicola enigmatica e incompresa, come Cabal.

 

2) Babadook – (The Babadook, 2014)
Definito da Stephen King “profondamente disturbante”, Jennifer Kent ha qui realizzato un horror psicologico che narra la storia di una madre single e di suo figlio (nato il giorno della morte improvvisa del padre) e dello spirito, Babadook, che li perseguita. Ispirato visualmente all’espressionismo tedesco, il film nasce come dramma psicologico e si trasforma in un horror gotico, tinteggiato di elementi sovrannaturali con venature di thriller demoniaco. Ideale per una fantastica nottata horror con gli amici.

 

1) Shining – (The Shining, 1980)
Non ha bisogno di presentazioni questo capolavoro di Stanley Kubrick, basato sull’omonimo romanzo del Re dell’Horror Stephen King. Jack Torrance (Jack Nicholson), scrittore in crisi, per ritrovare l’ispirazione accetta un posto di guardiano durante la stagione invernale in un hotel isolato sulle Montagne Rocciose. Ci va con moglie e figlio di sette anni, dotato di poteri paranormali. Il dramma della follia che pian piano colpisce il protagonista permea il film in un crescendo angosciante di eventi. Una volta vista questa pellicola, non vi abbandonerà più la stretta allo stomaco percorrendo un corridoio lungo e stretto di un hotel, col dubbio che due bambine gemelle possano comparire all’improvviso.

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