(Più) lunga vita ai giochi dopo Bioshock

(Più) lunga vita ai giochi dopo Bioshock
La capacità di creare un’esperienza più duratura è ormai una caratteristica diffusa nel mercato videoludico, e Ken Levine vuole integrarla nella sua prossima creazione.

Come succede nel cinema blockbuster dei nostri tempi, in cui spesso un singolo titolo richiede un anno e mezzo o due di lavorazione e poi lo si dimentica cinque minuti dopo la visione, anche ai videogiochi può succedere di eccellere in tutto ma essere più o meno manchevoli sul fronte della longevità, della ri-giocabilità. Ken Levine, il creatore di Bioshock e Bioshock Infinite, crede che questa sia la prossima sfida su cui concentrarsi.

Ecco alcune dichiarazioni di Levine a EGX Rezzed, in cui parla di quanto tenga a questo aspetto e a integrarlo nel prossimo gioco su cui sta lavorando che, come ha detto lui stesso, sarà una sfida più grande per il giocatore rispetto ai Bioshock.

L’impulso a cambiare è che uno spende 5 anni su un gioco che poi la gente finisce nel giro di un weekend. Sono davvero invidioso di giochi come Civilization, che ho giocato per molto tempo. Un sacco di giochi attuali sono fatti per mantenere una relazione lunga col giocatore. I miei giochi questo non l’hanno avuto. Quindi questo mi ha attirato.

L’idea di fondo che pare emergere è che il giocatore debba contare più su se stesso, abituarsi all’idea di non essere portato per mano più di tanto.

Idealmente, e ancora non lo so bene, ma idealmente vorremmo dire ‘ok, ecco il prodotto, provalo tu stesso’ e basta, ma non ne parleremo pubblicamente finché non avremo un livello alto di certezza sull’aspetto e sulle sensazioni del gioco.

Altri dettagli sono ancora sotto chiave, ma anni fa Levine ha descritto brevemente il nuovo prodotto come un “Lego narrativo”. Vedremo se l’idea è rimasta e cosa realmente significhi.

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