Marvel e DC sull’agenda di Aaron Sorkin

Marvel e DC sull’agenda di Aaron Sorkin

Ve lo immaginate un film su un supereroe scritto da Aaron Sorkin? Captain America e Iron Man, o Batman e Superman, che si prendono a legnate e nello stesso tempo si attaccano verbalmente, con elucubrazioni e offese brillanti, ragionamenti taglienti, il tutto a una velocità doppia di pensiero e di parola rispetto a un normale essere umano. Non è ancora successo, ma potrebbe succedere, dato che sull’agenda del grande sceneggiatore hollywoodiano ci sono incontri sia con la Marvel che con la DC.

In settimana, per la precisione. Si presume che la cosa riguardi l’ambito cinematografico, più che quello cartaceo, dei rispettivi mondi narrativi. Una cosa interessante del mondo dei cinecomic è che, proprio quando pensi che ormai si siano stabilizzati su un certo tipo di standard, arriva il colpo di coda, la svolta imprevedibile, il colpo di scena.

Se conoscete l’opera di Sorkin, e almeno un po’ la conoscete per forza, sapete che il suo è un lavoro molto personale e riconoscibile. Che siano gli intrighi di potere della Casa Bianca nella serie The West Wing o la lucida e spietata lettura della generazione dei social in The Social Network, senza dimenticare lo script-capolavoro di quel grande classico che è Codice D’Onore, Sorkin è un formidabile architetto del dialogo, una sorta di compositore che traccia in tempo reale coreografie fisiche e verbali di grande impatto e intrattenimento.

Tipico della sua produzione è il ricorso alle camminate dialogate: i personaggi si muovono da un ambiente all’altro e intanto parlano con ritmo sostenuto di elementi fondamentali tanto per la storia che per il loro tratteggio psicologico. Il fatto che la DC e la Marvel vogliano incontrarlo non può che instillare grande curiosità. Ecco come Aaron Sorkin ha descritto questa novità a Comicbook.com.

Mi ritrovo ad avere degli incontri programmati sia con la Dc che con la Marvel. Devo andare a questi incontri e dire loro, nel modo più rispettoso possibile, che non ho mai letto un fumetto. Non è che non mi piacciano, è che non ne ho mai avuto l’occasione. Quindi spero che, da qualche parte nelle loro librerie, ci sia qualche personaggio di un fumetto che amerò, e di cui vorrò recuperare tutti gli albi a partire dal primo.

Se uno di questi incontri andasse a buon fine potremmo ritrovarci con un esperimento molto interessante. Difficile credere che un cinecomic scritto da Sorkin possa crollare sotto il peso della CGI o avere un plot confuso e sovraccarico. O magari quella di Sorkin potrebbe risolversi in una semplice consulenza, una revisione delle scene dialogate già scritte da altri autori. Difficile da dire, potrebbe anche non uscirne niente. Ma è uno di quei casi in cui a essere ottimisti non si può non gasarsi di brutto.

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