Nioh – Recensione

Nioh – Recensione

REGISTI Yosuke Hayashi, Fumihiko Yasuda

ATTORI Ben Peel, Masachika Ichimura

Sarebbe facile liquidare Nioh come un banale clone di Dark Souls.  Dallo stile di combattimento colpisci-e-ritirati, incline a sfociare in una tattica di logoramento tutta giocata sulle lunghe distanze, fino agli ambienti cupi e densi di presagi, le similitudini ci sono e sono innegabili. Ad aggiungere la frustrazione ci pensa poi l’impossibilità di mettere il gioco in pausa quando si ha bisogno di cambiare equipaggiamento. Ma il combattimento è interessante, per esempio nel modo in cui la posizione e l’assetto che si scelgono finiscono con l’influenzare la potenza e la velocità, e nella possibilità di catturare lo spirito degli animali per imbrigliarlo nella propria arma donandole poteri aggiuntivi. E poi, che dire, i paesaggi del Giappone hanno un che di glorioso ed epico. Certo, il gioco soffre di un certo sottodimensionamento che si nota subito al paragone con gli enormi, esasperanti labirinti di Dark Souls. Eppure, nonostante le ovvie influenze, Nioh riesce a emergere diventando qualcosa di più della somma delle sue parti: una piccola gemma hardcore.

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