Jake Gyllenhaal è l’anti-Gravity

Jake Gyllenhaal è l’anti-Gravity
Jake Gyllenhaal e Ryan Reynolds vanno a fluttuare nel thriller fantascientifico “Life” di Daniel Espinosa.

Testo di Ian Freer

Nel girare il thriller di fantascienza Life Jake Gyllenhaal, Ryan Reynolds e Rebecca Ferguson hanno toccato con mano cosa significa essere una marionetta di Thunderbirds. Rifuggendo l’approccio da Light Box al Led d’avanguardia di Gravity, il film di Daniel Espinosa, regista di Safe House – Nessuno è al sicuro, ha fatto le cose alla vecchia maniera e, ironia della sorte, coi piedi per terra.

Per tre mesi il cast di Life, interpretando l’equipaggio della International Space Station (ISS), è stato sospeso a cavi di metallo su set incredibilmente dettagliati per simulare l’assenza di gravità, con dei trainer del movimento che gli insegnavano come fluttuare nel modo più opportuno.

“Ci vuole un po’ per entrare in quella mentalità, per avere accesso alle tue sensazioni,” spiega Gyllenhaal. “Ci sono 40 persone che dall’alto ci strattonano da una parte all’altra. Il lato fisico è una parte enorme del lavoro.”

Ambientato in un futuro non poi tanto distante, Life racconta di come l’equipaggio della ISS porti a bordo un campione prelevato su Marte che potrebbe provare in modo definitivo l’esistenza di forme di vita aliene. Ovviamente, la ‘cosa’ si dimostra più intelligente di quanto loro pensassero.

Qualunque orrore extraterrestre che ne derivi dovrà, però, impegnarsi un po’ per competere con l’esperienza di ciondolare appesi a quei cavi. “Ti viene da pensare ‘sarà una sciocchezza’, dice Reynolds. “Poi ti strizzano in questa imbragatura che ti fa schizzare i testicoli in gola. Io ho starnutito e ora mi ritrovo evirato.”

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